Notizie
A VIGEVANO UNA GIUNTA TUTTA CHIACCHIERE ED INAUGURAZIONI
COMUNICATO STAMPA
Promesse ed inquinamento
La destra ha spergiurato di aver rinviato l'apertura dei Centri Commerciali per ottenere maggiori ritorni per la Città di Vigevano.
La sinistra aveva firmato una convenzione con i medesimi Centri Commerciali che obbligava gli stessi a non aprire finchè le opere stradali non fossero state ultimate.
I Verdi denunciano che a tutt'oggi l'inaugurazione è stata fatta, ma le opere sono lontane dal completamento.
In particolare mancano i sottopassi ciclopedonali alla 494 previsti in via San Giovanni e via Cararola e la passerella prevista sopra Viale Brodolini per collegare il centro alle piscine con una pista ciclopedonale.
Anche gli impianti sportivi progettati sull'area di Via Santa Maria sono oggi solo un campo incolto, mentre il commercio al dettaglio di Vigevano già soffre la concorrenza della Grande Distribuzione sbarcata con i due colossi di Esselunga ed Iper Coop.
Questa situazione non fa altro che dimostrare come la politica della destra sia piegata ai grandi interessi economici e non sia capace di tutelare gli interessi collettivi. Un dato importante per i cittadini in questa vigilia elettorale...
Giovanni Molina
Federazione dei Verdi di Vigevano
MANIFESTAZIONE DEI VERDI IN BICICLETTA PER UNA CITTA' SOSTENIBILE
COMUNICATO STAMPA
I Verdi per la Pace di Pavia organizzano , nella giornata di sabato 26 marzo, una manifestazione in bicicletta per le vie cittadine.
Il ritrovo è fissato per le ore 15 nell’area Vul (al di là del Ponte Coperto).
Il percorso si snoda, partendo dall’area Vul, lungo le strade del Centro Storico con tappa in Piazza della Vittoria ed arrivo finale al Parco della Vernavola.
La manifestazione ha come obbiettivo, oltre a dimostrare come si possa fare una campagna elettorale simpatica e persuasiva anziché martellante ed invadente, la sensibilizzazione dei cittadini su temi centrali quando si fa riferimento alla qualità della vita nella nostra città.
Anzitutto sull’enorme patrimonio che rappresenta il Ticino e le sue acque, per il quale va ribadita con forza l’esigenza di interventi finalizzati alla salvaguardia e al recupero della sua balneabilità.
Poi sull’importanza, in un periodo di grave inquinamento atmosferico, della bicicletta come mezzo di locomozione ecologico per noi e per i nostri figli e come risposta ragionevole e corretta alla supposta mancanza di parcheggi.
Infine sul Parco della Vernavola che, al di là delle polemiche di stampo elettoralistico, ha sempre rappresentato per i Verdi un valore inestimabile da perseguire (questo, essi e non altri, hanno fatto in questi anni), da difendere e da ampliare.
Pavia, 24 marzo 2005
Alberto Moggi
www.verdipavia.org
SMOG caso pavia in parlamento
di Donatella Zorzetto
Smog, il caso Pavia arriva in Parlamento
Livelli fuori norma: i Verdi chiedono l’area critica Zorzoli e Vecchi da tre giorni in sciopero della fame
Sabato il Pm10 si è alzato a 90 microgrammi Quasi il doppio rispetto all’allarme
PAVIA. Lo smog di Pavia diventa caso nazionale. Da dieci giorni la città respira polveri sopra il limite e spesso anche biossido di carbonio in sovrabbondanza: oggi sarà il presidente dei Verdi, Alfondo Pecoraro Scanio a sollevare il caso lombardo, che tocca anche Pavia, in Parlamento. Intanto prosegue sino ad oggi lo sciopero della fame da parte dell’assessore comunale all’Ecologia Angelo Zorzoli e del responsabile provinciale di Legambiente Pavia, Gigi Vecchi. Zorzoli fra l’altro è tra gli estensori della lettera inviata al Commissario all’Ambiente europeo Stavros Dimas.
Gli ultimi dati non sono confortanti. A Pavia ormai le polveri sono di casa: domenica il livello in città era di 59 (contro un valore limite di 50); Vigevano era se possibile ancora più nei guai con il Pm10 a 73. Sabato le polveri avevano registrato un’impennata a 90. Il biossido di azoto invece nel week-end era a 114, cosa ben diversa da venerdì scorso, quando, causa traffico, si trovava a 262. L’analisi che i Verdi fanno di questa situazione si potrebbe estendere a tutta la Lombardia, Milano in testa. Lombardia che proprio i Verdi vorrebbero fosse dichiarata area critica dalla Regione. Ma la Regione sino ad ora non ha mostrato nolto interesse alle richieste e proposte anti-smog. Tanto poco da rispondere ai Verdi «Proposte interessanti, ma se ne parla dopo le elezioni». Da qui la decisione di attuare un’iniziativa eclatante: lo scopero prima iniziato dal consigliere regionale dei Verdi Carlo Monguzzi, interrotto ieri dopo dieci giorni, e proseguito tre giorni fa da altri, tra cui Zorzoli e Vecchi, che a quanto sembra dovrebbero sospenderlo oggi in concomitanza con l’invio della lettera al Commissario europeo Dimas. Nella lettera i Verdi denunciano «l’inadempienza del governo italiano di fronte al mancato rispetto della direttiva europea sull’inquinamento». «In quasi tutti i grandi centri urbani italiani infatti sono stati superati i limiti imposti dalla direttiva che prevede che non si superino i 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 per più di 35 giorni l’anno - spiegano Vecchi e Zorzoli - Perciò abbiamo denunciato in particolare il totale immobilismo nel panorama nazionale della regione Lombardia di fronte al continuo superamento dei livelli di Pm10 registrati in questi giorni, mentre in altre realtà italiane qualche intervento per scongiurare l’accumulo di sostanze inquinanti è stato intrapreso».
Pavia e la sua provincia dunque sono in buona compagnia se si considera la situazione della vicina Milano, dove - spiegano i Verdi - «si è registrato il superamento della soglia di attenzione del Pm10 per 61 giorni senza che la Regione e il Comune facessero nulla».
Oggi tutte queste osservazioni approderanno anche in Parlamento. In occasione della discussione del decreto antismog, Pecoraro Scanio presenterà un ordine del giorno per denunciare l’inerzia della Regione e il mancato rispetto da parte del presidente uscente Roberto Formigoni dei provvedimenti anti-smog votati dall’assemblea regionale nel 2002 e dal consiglio comunale, per quanto riguarda Milano, nel 2005.
Per quanto concerne Pavia, la richiesta che Zorzoli sintetizza è sostanzialmente una: «A suo tempo abbiamo scritto a Formigoni - ricorda - insieme alle province di Lodi, Cremona e Mantova, chiedendo che il territorio lombardo venisse dichiarato “area critica”. Se non tutto, almeno l’area sud della regione. Ora chiediamo che il piano anti-smog venga prorogato. Non possono riponderci che se ne discuterà dopo le elezioni, non possono trattare le istituzioni in questo modo. Ne va di mezzo la salute dei cittadini, l’intervento da parte della Regione è un atto dovuto».
Intanto oggi al ministero dell’Ambiente si riunisce per la terza volta la Commissione anti-emergenza dalla quale dovrebbe scaturire la proposta da inviare poi a Palazzo Chigi. Ministero dell’Ambiente da cui è già arrivato il via libera alle linee guida per posizionare “nasi” anti-smog nelle città.
FILE SHARING comunicato di Cortiana
SENATO DELLA REPUBBLICA
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COMUNICATO STAMPA
Filesharing, Cortiana:”in risposta ad AltroConsumo e Circolo Giuristi Telematici”
“Ho letto la nota indirizzata ai senatori relativa al filesharing e alle norme che in queste ore stiamo votando al Senato; non posso che confermare il mio profondo convincimento che prevedere il reato penale per il filesharing non commerciale sia un grave errore, un proibizionismo che non sollecita il mercato a cambiare e che blocca un patrimonio di saperi spesso prodotti anche con contributi statali.” Dichiara il sen. Cortiana, Presidente dell’Intergruppo Bicamerale per l’Innovazione.
“Oltre tutto il complesso delle norme contenute in quel provvedimento sono molto discutibili. Credo che l’unica soluzione possibile sia far decadere questo provvedimento, riavviando una discussione serena, e questo puo’ avvenire con l’accordo delle diverse forze oppure con l’ostruzionismo dell’opposizione, ostruzionismo che credo noi dovremo fare comunque.”Conclude Cortiana
Roma 22/03/2005 3.13
LETTERA APERTA AL COMMISSARIO EUROPEO
Commissario all’Ambiente
Signor Stavros Dimas
Egregio Commissario,
Le scriviamo per porre alla sua attenzione il mancato rispetto da parte del Governo italiano della direttiva europea numero 30 del 1999.
Quasi tutti i grandi centri urbani italiani hanno superato i limiti imposti dalla direttiva che prevedono che dal 1 gennaio 2005 i 50 microgrammi per metrocubo di polveri fini non debbano essere superati per più di 35 giorni l’anno.
A Milano, l’area più popolosa e critica della Regione Lombardia, dal primo gennaio il limite è stato superato per più di 60 giorni. Non è andata meglio negli altri centri urbani della Regione. Tale condizione non ha interessato solo i centri lombardi ma molti centri urbani italiani. Il record assoluto al momento spetta però alla città di Vicenza, che ha superato i limiti Ue per più di 70 giorni.
In tutti i grandi centri lombardi più critici per l’inquinamento durante l’inverno per più giorni consecutivi (in un’occasione per quasi due settimane di seguito) si sono registrati livelli fino a 3,4 volte sopra il limite stabilito nella normativa europea (50 microgrammi per metro cubo come media oraria nell’arco delle 24 ore).
La differenza tra Milano, la Lombardia e le altre realtà italiane è però che a parte un timido piano antismog terminato il 28 febbraio scorso, né il governatore Roberto Formigoni, né il sindaco di Milano Gabriele Albertini (che è pure stato nominato dal Governo italiano commissario straordinario per l’emergenza traffico) hanno ritenuto, di fronte a numerosi giorni consecutivi con alti livelli di smog, di dover prendere ulteriori provvedimenti a tutela della salute dei cittadini.
Comportamento in stridente contrasto con quello di altre città italiane che, nonostante l’indifferenza del governo italiano e di fronte ad alti livelli di polveri fini, hanno cercato e cercano di mettere in campo qualche misura per cercare di contenere il pericoloso accumulo nell’aria degli inquinanti.
Eppure nelle giornate di marzo anche a Milano e nelle aree critiche della Lombardia si sono registrati pesanti superamenti delle soglie fissate dalla normativa.
Alcuni esponenti Verdi di fronte al totale immobilismo delle istituzioni hanno deciso di protestare adottando una forma di protesta estrema come lo sciopero della fame, anche per chiedere agli esecutivi del Comune di Milano e della Regione Lombardia il rispetto delle deliberazioni delle assemblee elettive.
Il Consiglio comunale di Milano in data 15 febbraio 2005 ha deliberato alcune misure da adottare per prevenire l’accumulo delle polveri fini, tra cui la chiusura del centro storico fino alla cerchia dei Bastioni. La Giunta non ha però ancora dato seguito alla deliberazione del Consiglio.
Il Consiglio regionale della Lombardia nel gennaio del 2002 ha approvato un piano complessivo per contenere l’accumulo degli inquinati in atmosfera. Un piano di blocchi preventivi, nell’attesa di misure strutturali sui combustibili per autotrazione, per i riscaldamenti e nella produzione di energia. Un piano che però non è mai stato applicato dal governo della Lombardia.
Di fronte all’immobilismo abbiamo deciso di mettere in campo la protesta la nostra protesta perché siamo convinti che la salute dei cittadini sia al primo posto. Ogni anno secondo le più autorevoli e inattaccabili ricerche italiane ed europee lo smog è responsabile di migliaia di decessi. Restare immobili è da irresponsabili.
A fronte di questa situazione di evidente criticità e di pericolo per salute dei cittadini il Governo Berlusconi continua a procrastinare il necessario confronto con gli enti locali rappresentati dall’Anci, i quali chiedono interventi e finanziamenti a sostegno della mobilità pubblica e sostenibile. Nessuno provvedimento è stato sinora preso soprattutto per quel che riguarda le misure da attuare nell’immediato a tutela della salute pubblica, cioè di fronte ai continui superamenti degli standard di sicurezza.
Riteniamo importante che per le particolari condizioni geografiche che rendono difficile la dispersione degli inquinanti, la Commissione definisca come “area critica” per l’inquinamento l’intera Pianura Padana. Crediamo sia però sbagliato, da parte di chi ha responsabilità di governo in Italia e in Regione Lombardia, utilizzare in modo strumentale tale condizione geografica per chiedere sconti o, peggio, per giustificare la mancata adozione di provvedimenti d'emergenza di fronte ad alti livelli di smog. Crediamo però sia giusto indirizzare a questa area particolarmente popolosa e critica adeguate risorse comunitarie per contribuire a risolvere i problemi legati all’inquinamento atmosferico.
Le chiediamo di considerare, insieme a tutta la Commissione, la possibilità dell’intervento che riterrete più opportuno per aiutare l’Italia a tutelare la salute dei suoi cittadini.
Cordialmente,
On. le Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente nazionale Federazione dei Verdi; Carlo Monguzzi, Capogruppo Verdi Regione Lombardia; Maurizio Baruffi, Consigliere Verdi Comune di Milano, Fiorello Cortiana e Natale Ripamonti, Senatori dei Verdi; Angelo Zorzoli, Assessore all’Ambiente Comune di Pavia, Maurizio Sali, Assessore Ambiente Provincia di Mantova
Milano, 21 marzo 2005
I VERDI SOSTENGONO PIERA CAPITELLI
Pavia aperta al futuro
Per una città del sapere e dell’innovazione, della qualità della vita e del lavoro
Il programma di Piera Capitelli per il governo della città
1. Un programma aperto e già in azione
Il programma di Piera Capitelli – candidata dall’Unione a Sindaco di Pavia - fa tesoro di quasi dieci anni di governo del centrosinistra a Pavia, proseguendo sulla strada delle tante buone cose fatte e correggendo alcune scelte che non hanno dato i frutti sperati.
Si tratta di un programma che però non si limita a guardarsi allo specchio. Ragiona sui profondi cambiamenti che hanno investito la città negli ultimi anni e guarda avanti. Vuole dare una speranza di futuro a Pavia e ai suoi cittadini. In questo senso, il programma dell’Unione è già in azione.
Allo stesso tempo, è una proposta aperta, che si costruisce progressivamente. Perché nasce dall’ascolto delle visioni di forze politiche, istituzionali e sociali, di autonomie funzionali, di corpi intermedi, di autorità civili e di personalità prestigiose. Perché rielabora i contributi di associazioni, movimenti, comitati e forme organizzate della società locale. Perché raccoglie le opinioni e le domande di molti cittadini che Piera Capitelli ha incontrato nel suo mandato di Parlamentare e che sta incontrando in queste settimane. Perché attraverso il confronto con la varietà dei protagonisti della vita cittadina si aggiorna di continuo, per aderire e rispondere efficacemente al mutamento dei contesti economico-sociali, civili, culturali e urbani entro cui lavora.
2. Non vendiamo illusioni, parliamo di fatti: cosa lasciano alla città nove anni di buon governo
Negli ultimi nove anni l’amministrazione di centro sinistra ha messo in campo numerosi progetti che hanno fatto avanzare Pavia in molti ambiti. Iniziamo subito dalla posizione ai vertici delle classifiche italiane per quanto riguarda la qualità dell’ambiente: 30 metri quadrati di verde per abitante, al disopra dei 9 previsti dal ministero, da 8000 piante siamo passati a 12.000, 90% delle caldaie cittadine sono a metano, solo per citare alcuni dati. Pavia, unica in Lombardia riesce a rispettare i limiti imposti dall’Europa per la concentrazione di polveri sottili per metro cubo, e viene citata , insieme a Ferrara, nella guida europea di Agenda 21.
Dopo 15 anni, nel dicembre del 2002 è stato approvato il nuovo Piano Regolatore generale della città, che rappresenta una fonte di sviluppo per tutto il territorio. Sarà possibile avere a disposizione aree adeguate per la residenza, il terziario, il commercio, le attività produttive ed i servizi, garantendo uno sviluppo equilibrato. Per quanto riguarda il Centro storico sono stati investiti 50 milioni di euro in opere pubbliche, solo per citare qualche esempio è stato quasi eliminato l’asfalto sostituito da marmo e pietra, l’illuminazione delle strade e dei monumenti è stata ripensata. Oggi Pavia è una città storica che ha recuperato la maggior parte del proprio patrimonio artistico e monumentale. Naturalmente non sono state trascurate le periferie. Nonostante il problema del traffico sia comune a molte città storiche, l’Amministrazione comunale in questi anni ha realizzato alcuni interventi, cercando d’incentivare l’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta: 13 percorsi di autobus e 45 km di piste ciclabili. Per garantire il massimo della viabilità devono ancora essere realizzati parcheggi a corona e di interscambio, ma già oggi è stato compiuto il parcheggio di via Moruzzi per i pendolari, è in fase di realizzazione l’ampliamento del parcheggio di via Indipendenza e si sta predisponendo quello di via Oberdan. Si intendono anche realizzare strutture di parcheggio di dimensioni ridotte al servizio sia delle esigenze dei residenti che di quelle dei cittadini che devono accedere al Centro Storico.
La scelta del Comune di fronte al processo di deindustrializzazione, è stata quella di realizzare una nuova area produttiva in zona “Bivio Vela”, utile ad attrarre nuovi investitori. Ad oggi alla chiusura del primo lotto sono stati realizzati 300 nuovi posti di lavoro. Un altro servizio importante realizzato è stato il SUAP (sportello unico delle attività produttive) che assiste gli imprenditori di Pavia. Pensiamo comunque che si debbano tentare nuove esperienze, più innovative, alle quali stiamo lavorando da tempo. L’importanza dei nostri ospedali e della nostra Università sono noti nel mondo. Partendo da questa consapevolezza sono state create le condizioni urbanistiche per la realizzazione di alcuni importantissimi interventi: la realizzazione del nuovo Policlinico San Matteo, la nascita, a partire dal 2007, del nuovo Centro nazionale di Adroterapia Oncologica, la cui prima pietra è stata posta il 5 marzo scorso.
Per quanto riguarda il commercio, in un periodo di crisi che ha caratterizzato gli ultimi anni Pavia è riuscita a conservare i suoi esercizi commerciali. Iniziative come “Punta su Pavia”, Ia promozione dei negozi storici e i mercatini di Natale, hanno attratto nuovi flussi turistici. Lo stesso turismo ha avuto impulso: oggi la nostra città è inserita nel circuito delle città d’arte della pianura padana e partecipa regolarmente alle fiere nazionali ed internazionali rivolte agli operatori del turismo. Si è aperta una struttura d’accoglienza di 24 stanze per ospitare i familiari delle persone ricoverate al Policlinico S. Matteo e negli altri centri di cura , un punto Informagiovani, una sala prove musicali. Pavia è anche considerata la decima città italiana fra i capoluogo per la spesa procapite in cultura e gestione del patrimonio monumentale. Oltre al recupero dei monumenti sorgerà un nuovo Museo della Tecnica Elettrica. Altri due risultati in ambito culturale: il riconoscimento del Fraschini quale teatro di tradizione e quello conferito all’Istituto Vittadini parificato ai conservatori musicali. La qualità della vita dipende anche dalla sicurezza. Abbiamo voluto una polizia locale nello spirito di prevenire piuttosto che curare ed un modernissimo sistema di telecamere.
Pavia da sempre ha posto molta attenzione alle persone svantaggiate. Il mantenimento del livello qualitativo dei servizi alla persona è stato possibile grazie ad un incremento progressivo della spesa dei servizi sociali, nonostante siano diminuiti i trasferimenti di risorse dalla Stato agli Enti locali. Anche in questo ambito alcuni esempi: la rete di servizi per i genitori e minori in difficoltà, la collaborazione con tutto il privato sociale e le borse lavoro per i più deboli, lo Sportello stranieri. Per gli anziani il nuovo “ Santa Margherita e le occasioni di sostegno come l’ASP, i centri sociali e l’Unitre. Tutte le nostre scuole sono state messe a norma e sono stati creati nuovi servizi come il Centro invernale per i bambini delle scuole d’Infanzia e delle elementari. Questa breve sintesi del lavoro svolto è la testimonianza di un percorso avviato, ma che necessità di continuità e innovazione nel proseguire l’obiettivo principale: costruire una città per l’uomo, ricca di valori e di opportunità per tutti, che crei speranza per il futuro.
3. L’Unione fa la forza. Ecco l’alleanza di centro-sinistra per il governo di Pavia
L’Unione nasce anche a Pavia dall’incontro tra storie, culture, profili ed identità politico-sociali diverse, ma tutte importanti e necessarie.
Essa ricomprende gli eredi delle forze politiche che hanno scritto la Costituzione e creato la Repubblica e aggiunge organizzazioni di formazione più recente insieme al contributo di tanti esponenti del mondo dell’associazionismo, e a singoli cittadini che hanno voluto impegnarsi direttamente.
Ognuno di noi ha però maturato la consapevolezza di aver bisogno dell’altro e che l’identità e la forza di ciascuno è tanto più feconda se non si esprime in solitudine, ma piuttosto si incontra con quelle degli altri intorno a un progetto comune e intorno a una proposta di governo, su scala nazionale quanto su quella locale.
Come ha detto Romano Prodi: “Siamo uniti per governare e siamo qui, uniti, per unire; un’alleanza stabile, profonda e resistente nel tempo”.
L’Unione, anche a Pavia, è quindi una forza in buona salute, motivata, determinata, che vuole battersi e vincere, trasmettendo ai cittadini il senso della sfida che vuole lanciare alla destra per il governo della città.
4. Pavia dei principi, non dei Prìncipi
Pavia non ha bisogno di Prìncipi ma di principi; ovvero non sente la necessità di sovrani che “fanno il bello e il cattivo tempo”, dispensando favori invece di garantire diritti, ma ha bisogno di politiche pubbliche ispirate a valori condivisi e a pratiche democratiche partecipate.
Le linee guida che orientano la nostra proposta di governo sono le seguenti.
C’è bisogno della buona politica
Non ci piace la politica che si limita a gestire potere e risorse, proponendosi di conferire rappresentanza “minuta” agli interessi. Pensiamo che una tale concezione della politica sia lontana dai bisogni della collettività; ti dà una mela oggi e intanto sega l’albero. Allo stesso tempo una simile politica è troppo invasiva, in quanto pretende di permeare tutta la società e di assumere scelte che non le competono.
La buona politica deve saper innanzitutto ascoltare la città, interpretandone i cambiamenti e raccogliendo/rielaborando le domande che provengono dai cittadini, attraverso forme di dialogo permanente. Deve inoltre saper comunicare visioni e indicare i grandi traguardi a cui deve tendere la società locale. Deve infine regolare con mano sapiente e leggera le trasformazioni socio-economiche e urbanistico-territoriali, suggerendo politiche pubbliche e orientando l’azione delle istituzioni.
Per un bipolarismo mite
La democrazia dell’alternanza non deve mai smarrire il senso di una comune appartenenza ad una società locale, di una riaffermazione dell’imparzialità delle istituzioni, di una più forte cultura della legalità e infine di una nuova etica pubblica che riaffermi il primato dell’interesse generale sui pur legittimi interessi di parte.
Non vogliamo una città di solisti. Chi vince le elezioni ha il diritto e il dovere di attuare il proprio programma; parimenti regole democratiche e diritti non debbono essere a disposizione di una maggioranza, ma devono essere tutelate per tutti.
Fare insieme ai cittadini
La partecipazione alla vita politico-amministrativa, nelle sue molteplici espressioni, formali e informali, è un valore irrinunciabile che arricchisce la democrazia, migliora le politiche pubbliche, aumenta la condivisione delle scelte, rafforza la coesione sociale.
Vogliamo rendere ancor più democratico e trasparente il governo delle istituzioni locali, attivando forme di comunicazione, di monitoraggio, di ascolto.
Concertare politiche e progetti con le istituzioni, le autonomie funzionali e i soggetti economico-sociali
La società pavese, come tutte le società evolute, è plurale e complessa; nessuno può pensare di farcela da solo. Diversamente, ciascun attore sociale, per perseguire con efficacia i propri obiettivi, ha bisogno della collaborazione di altri soggetti.
Per queste ragioni rilanciamo il metodo della concertazione istituzionale e sociale. Chiamiamo Provincia, Regione, Università, Camera di Commercio, i Comuni dell’area pavese, società pubbliche o miste, sindacati e associazioni di categoria, corpi intermedi della società locale a concertare alleanze strategiche e a collaborare insieme sui singoli progetti di sviluppo che di volta in volta li vedono coinvolti, con riferimento ad un modello di sviluppo sostenibile e compatibile con le caratteristiche della città di Pavia.
In questa prospettiva, la città di Pavia è chiamata a guidare lo sviluppo di un territorio più vasto, comprendente anche molti comuni vicini, senza pretese egemoniche, ma programmando la gestione del territorio attraverso regole comuni che distribuiscano equamente i benefici derivanti da localizzazioni lucrose, gli oneri per la fornitura di servizi e infrastrutture e gli svantaggi che potrebbero provenire da insediamenti intrusivi. In altri termini, la strada da seguire è quella degli accordi concertati su obiettivi programmati e un ruolo nuovo per la città capoluogo in un contesto di area metropolitana.
Pubblico o privato? Scegliere i modelli gestionali appropriati
L’azione dei soggetti pubblici, in primo luogo del Comune, deve giocare un ruolo fondamentale nella definizione degli obiettivi, nell’indirizzare le politiche, nel programmare/coordinare/monitorare le azioni finalizzate a migliorare la qualità della vita dei cittadini, nel valorizzare le risorse locali per uno sviluppo durevole, nel garantire il bene comune, nel perseguire equilibrio e coesione sociale, e nel promuovere servizi sempre più efficienti.
Una visione fondata sulla centralità strategica delle politiche pubbliche, in particolare per quanto riguarda i servizi alla persona, deve però saper anche utilizzare le molte potenzialità dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale e persino del privato. Elemento essenziale deve però essere il rispetto di standard qualitativi cogenti e il controllo dei diritti dei lavoratori impegnati.
Ci sono poi molte funzioni e servizi, spesso a elevato contenuto gestionale-operativo, che trovano ampio spazio sul mercato e che possono essere affidate ad aziende pubbliche o semi-pubbliche o private, scegliendo di volta in volta le soluzioni più convenienti. E’ opportuno inoltre il coinvolgimento di risorse private in alcuni progetti d’investimento, attraverso le molteplici opportunità offerte dalla finanza di progetto.
Una città del sapere e dell’innovazione
Pavia deve proporsi di “volare sui rami alti dei processi di sviluppo”, diventando la città del sapere e dell’innovazione. Occorre cioè promuovere con più decisione un “ambiente” che produca conoscenza, “brevetta” nuove applicazioni, prepara giovani talenti, sostiene l’auto-imprenditorialità, aiutando in particolare la nascita di imprese ad elevato potenziale tecnologico (spin-off companies); sperimenta forme di connessione e reciproco sostegno tra new e old economy, sviluppa inedite modalità di collaborazione tra mondo dell’impresa, della ricerca e dei servizi, attrae risorse e city users dall’esterno. Una città quindi che non ha paura di aprirsi al mondo, perché forte di un viatico ricco, costituito da identità, cultura, risorse, competenze, specificità locali che consentono di acquisire risorse/saperi, senza correre il rischio di subire “colonizzazioni”.
Nessuno resti solo, nessuno resti indietro
Nella nostra visione, una città competitiva deve anche essere una città solidale.
Combattere i fenomeni più vistosi di emarginazione, le nuove povertà, la precarizzazione sociale e lavorativa, aiutando soprattutto chi ha più bisogno, è uno degli impegni fondamentali che caratterizzano l’azione di governo dell’Unione.
Occorre però di fronte ai nuovi problemi andare oltre il tradizionale, anche se nobile, approccio assistenziale e riparatorio. Le politiche di solidarietà sociale non si devono limitare a distribuire a pioggia risorse anche ingenti; devono invece concentrarle a favore di quanti sono più lontani dallo status di "cittadini liberi e uguali".
Il nuovo e moderno welfare locale deve quindi ispirarsi a principi di promozione, di accompagnamento e di sostegno della cittadinanza, favorendo lo sviluppo delle abilità/potenzialità dell’individuo, stimolando la sua “voglia di aiutarsi”, le sue capacità di auto-organizzazione, la sua ambizione di auto-promozione e fornendo, nel contempo, occasioni di lavoro, di impegno, di relazione e, più in generale, di crescita.
Per fare ciò occorre ottimizzare l’utilizzo di strutture e risorse pubbliche e private, valorizzare la funzione sociale della famiglia e avvalersi del contributo essenziale del “terzo settore” con particolare attenzione alla cooperazione sociale, considerando i trasferimenti monetari – bonus e assegni – non sostitutivi di servizi, ma ad essi complementari.
Una città del buon vivere
Siamo una città della Bassa Padana, dove il “buon vivere” sta di casa. Bisogna allora rilanciare il “modello Pavia”, superando la pretestuosa dicotomia tra antico e nuovo, storia e futuro, tradizione e novità. Migliorare la qualità urbana, salvaguardando e valorizzando innanzitutto il patrimonio architettonico e paesistico-ambientale (beni storici e monumentali, Centro Storico, Ticino, Navigli, parchi urbani e aree verdi, ecc.) e, nel contempo, dotare la città di infrastrutture, servizi, funzioni moderne (armatura di efficienti servizi alle persone e alle imprese, mobilità e parcheggi, tecnologie ambientali, fonti energetiche alternative, new information technologies e - più in generale - architetture e simboli della “modernità”) non rappresenta una contraddizione. Viceversa, qualità del vivere e dell’abitare coniugata a funzionalità ed efficienza del contesto urbano rappresentano, non solo risorse fondamentali per assicurare soddisfacenti standard di vita, ma costituiscono vantaggi competitivi fondamentali per lo sviluppo economico.
5. Un’agenda ragionata per politiche e progetti possibili
Il futuro va immaginato, progettato e lungo la strada i cambiamenti vanno affrontati e governati, per questo occorre una mappa, un percorso che vogliamo all’altezza della migliore tradizione della storia di Pavia.
Servizi sociali
Investire sul sociale è una scelta di lungo respiro che va confermata anche in futuro.
Il sistema dei servizi sociali, educativi e sanitari del nostro territorio, costituisce una importante esperienza di welfare territoriale municipale e comunitario.
Vogliamo potenziare un sistema capace di accompagnare e sostenere le persone nel loro percorso di vita e nello sviluppo dei loro progetti personali. Sono davanti a noi i nuovi bisogni generati dalle trasformazioni demografiche sociali che possiamo riassumere così: invecchiamento progressivo, mutazioni profonde delle strutture familiari, differenze reddituali, crescente presenza di immigrati.
Vogliamo rafforzare alcune scelte strategiche che sono alla base della politica sociale: la programmazione partecipata, la promozione delle reti sociali, la valorizzazione delle professionalità. Il tutto connesso ad una idea della cittadinanza intesa come promozione del benessere e costruzione di una rete di diritti e doveri.
Vogliamo creare un sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali della città di Pavia, un piano regolatore sociale.
Ciò significa mobilitare tutte le risorse presenti sul territorio, promuovere, sostenere e valorizzare il saper fare dei soggetti sociali; sollecitare un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’equità e della giustizia da parte di tutti gli attori sociali. Si richiede quindi un ruolo forte delle istituzioni che si configura come ruolo di regia, capace di programmare, di sollecitare la responsabilità sociale, di creare le condizioni perché ciascun soggetto dia il meglio di sé, di consentire l’integrazione degli interventi e delle politiche.
Questa architettura istituzionale è finalizzata ad attuare un modello federalista solidale su scala urbana, garantendo al contempo la globalità della dimensione cittadina . Bisogna lavorare con un approccio intersettoriale.
Anziani e disabili
Pavia si occupa dei bisogni dell’anziano attraverso tre poli Istituzionali: Il Comune stesso, l’ASL, e l’ASP.
Occorre pertanto, per una gestione integrata dell’anziano, che deriva da una visione della persona nella sua integrità, una gestione integrata tra questi diversi soggetti. L’anziano è prima di tutto un cittadino e il Comune deve svolgere la funzione di supervisore, rispetto a tutte quelle realtà che se ne prendono carico. Anche nei Piani di Zona il Comune deve assumere il ruolo di coordinatore. Importante è anche l’informazione che bisogna dare ai cittadini: dove rivolgersi per quale bisogno. L’anziano non è solo un soggetto di cui prendersi carico ma può e deve trasformarsi in una risorsa della comunità locale.
Intendiamo portare avanti l’adeguamento alle barriere architettoniche sulla base di progetti elaborati dagli stessi soggetti interessati e favorire l’inserimento nel mondo del lavoro con interventi mirati. In un’ottica di condivisione territoriale allargata (Piano di Zona) rispondere al bisogno di strutture per degenze gravi e a lungo termine. L’Amministrazione Comunale dovrà continuare ad erogare il servizio di assistenza a tutte le persone con disabilità grave inserite nelle scuole di ogni ordine e grado, favorendo una migliore preparazione del personale.
Immigrazione
Le esperienze realizzate in questi anni volte a favorire e sostenere il processo di integrazione dei cittadini stranieri nella comunità locale, rappresentano un patrimonio per il livello di competenze, professionalità e sperimentazioni messe in atto, sia a livello istituzionale, che sul versante dell’associazionismo e del privato sociale. Occorre rafforzare le attività svolte dallo Sportello per Cittadini Stranieri che, sempre più si sta connotando come servizio informativo rivolto sia ai cittadini stranieri, che agli operatori dei servizi e alle diverse strutture del territorio, a partire da quelle scolastiche; prevedere inoltre un coordinamento stabile a livello cittadino, Tavolo di coordinamento Immigrazione, nel quale l’Amministrazione assuma un ruolo di promozione e animazione, e rafforzare la collaborazione con le scuole pavesi, nella programmazione e promozione di interventi volti a favorire gli inserimenti dei bambini/ ragazzi stranieri nelle strutture educative, e infine sostenere la formazione per gli operatori sui temi della multiculturalità. Una vera politica di integrazione non può prescindere dal riconoscere all’immigrato la piena dignità di persona con cui contrarre un patto di diritti e doveri. Intendiamo quindi perseguire azioni volte a promuovere il diritto di elettorato attivo e passivo.
Formazione e Lavoro
Pavia ha sempre prodotto sapere, partendo dai nidi e dalla scuola d’infanzia fino alla sua storica Università e ai suoi centri di eccellenza sanitaria. Innovazione, formazione, ricerca: sono questi i settori determinanti per definire il progresso di una città. La forte crescita della domanda di quantità e qualità dei percorsi educativi deve trovare fin dall’asilo nido una risposta adeguata nel sistema pubblico di istruzione: qui occorre concentrare risorse per sostenere il diritto allo studio per tutti.
Per quanto riguarda il trovare lavoro, esso deve passare attraverso la formazione, soprattutto in una realtà come la nostra dove la deindustrializzazione è pesante. Tutti i soggetti devono giocare un ruolo nel rapporto con la Regione sulla formazione professionale e l’orientamento.
Premesso che occorre continuare ad incentivare il lavoro nei servizi e nel turismo, intendiamo favorire l’insediamento di nuove aziende sul nostro territorio, anche promuovendo forme di incentivazione come ad esempio la riduzione degli oneri di urbanizzazione alle aziende.
Che tipo di aziende? Aziende che abbiano produzioni innovative, ad alta tecnologia, aziende che in generale abbiano un impatto ecosostenibile sul territorio. Vogliamo legare il lavoro alla qualità della vita ed incentrare i nostri obiettivi sulla realizzazione delle vocazioni di Pavia come ripetiamo quella di città della conoscenza. Bisogna veramente realizzare la sinergia con l’Università, a partire dal Progetto del Polo Tecnologico che funga da volano ad un rilancio qualificato dell’economia pavese.
Pavia deve diventare il fulcro per la circolazione delle conoscenze, delle persone e delle risorse. Ve bene il rapporto con Milano, ma il flusso di mezzi economici e persone deve essere reciproco e non in una sola direzione.
Commercio
Occorre ricercare un nuovo equilibrio fra i grandi centri commerciali oggi in avanzata fase di realizzazione con i negozi di vicinato ed i mercati. A tal fine proponiamo l’aggregazione degli operatori dei centri urbani per realizzare “ Centri naturali commerciali” o Associazioni di via” per invertire l’attuale tendenza con idee innovative capaci di mettere in atto nuove forme di distribuzione commerciali.
Cultura, tempo libero e sport
Pavia ha già intrapreso la strada del recupero del patrimonio monumentale, deve continuare a valorizzarlo, ma deve anche trovare forme nuove di espressione culturale. Manca in particolare ancora una strategia per l’espressione giovanile. Vogliamo porre grande attenzione ai tempi della città, e ai luoghi soprattutto per i giovani, valorizzando le esperienze positive in atto e puntando a coinvolgere i giovani anche in progetti autogestiti.
E la questione del recupero delle aree dismesse che potrebbero essere una grande occasione per poter offrire ai ragazzi degli spazi di aggregazione, va affrontata ma pianificando ed integrando gli interventi.
Bisogna sostenere anche il Vittadini e il ruolo che esso riveste nell’educazione musicale Cittadina, risolvendo la questione degli insegnanti e sostenere il Fraschini nell’ottimo percorso che ha intrapreso.
Vogliamo favorire la circolazione di idee, di intelligenze. Devono essere incoraggiati coloro che localmente hanno e stanno lavorando per proporre al pubblico le loro produzioni artistiche, creando in città occasioni di creatività e cultura.
Ci impegniamo a tutelare e promuovere i produttori di idee, di sapere, di immaginario.
Accanto alle strutture esistenti, riferite a sport tradizionali, a associate alle politiche già in atto ( impianti nuovi e piscine) si dovrà andare incontro alle esigenze dei giovani di trovare altri spazi per attività a loro congeniali.
Aree dimesse
Una particolare attenzione dovrà essere posta al recupero delle grandi aree dimesse (Snia, Neca, Necchi). Dalla loro bonifica e dal loro recupero la città non potrà che giovarsene. Da loro passa una parte importante per lo sviluppo futuro di Pavia.
Il PRG vigente ha già toccato le funzioni principali previste per queste aree: residenziale, terziario, commerciale, sociale.
Le idee di sviluppo che ne deriva dovrà essere messa in relazione con il nuovo Piano dei Servizi, in un’ottica di gestione complessiva che risponda in modo efficace alle prospettive di sviluppo equilibrato della città.
Casa
Il problema della casa nella nostra città è sempre rilevante. Ci impegniamo a realizzare alloggi di edilizia economico popolare, previsti dal piano regolatore e ad ampliare la gamma degli strumenti ai quali fare ricorso per rispondere ad un ventaglio di esigenze divenute più complesse che in passato. Il bisogno di case che oggi viene espresso è fortissimo e la disponibilità di un alloggio segna la differenza tra emarginazione e autosufficienza. Per questo è importante programmare interventi “pilota” gestiti da partners pubblici, privati e del privato sociale per produrre case da dare in affitto a canone moderato. Il Fondo sociale per l’affitto vede un progressivo aumento della domanda e per questo riteniamo, nonostante il disimpegno dello Stato di continuare ad investire risorse a completamento delle scelte regionali e nazionali.
Mobilità ed Ambiente
L’esigenza di un nuovo Piano della Mobilità a Pavia nasce dalla necessità che la pianificazione degli interventi nel settore della mobilità, in aree urbane di medie dimensioni, avvenga mediante uno strumento di programmazione di medio-lungo periodo.
Esso dovrà affrontare il tema della mobilità come questione globale con l'obiettivo di conservare e migliorare l'identità di Pavia città attenta alle questioni di sviluppo compatibile, di mobilità alternativa e di vivibilità dei luoghi e degli spazi urbani, costruendo scenari strategici del traffico, per raggiungere i seguenti obiettivi:
• attuare una maggiore congruenza tra sviluppo urbanistico e sistema della mobilità e dei trasporti;
• migliorare l’accesso al centro città valorizzando l’uso di mezzi alternativi all’automobile;
• procedere alla progressiva pedonalizzazione e quindi ad una maggiore fruibilità del centro storico attraverso la realizzazione di parcheggi a corona;
• fluidificare il traffico della rete stradale all’esterno dell’area centrale;
• migliorare, attraverso la realizzazione di parcheggi di interscambio, l’accesso dei cittadini della provincia e delle zone limitrofe;
• l'organizzazione e lo sviluppo della rete dei trasporti pubblici da attuarsi attraverso un riordino delle direttrici di forza ed una loro maggiore separazione, dove possibile, dalle correnti di traffico, per migliorare la regolarità, la velocità commerciale e la sicurezza e contenerne quindi i costi di esercizio.
• la creazione di un sistema integrato, sicuro e continuo a servizio del traffico lento (ciclisti e pedoni), garantendo coerenza tra esigenze e necessità di spostamento delle persone e delle merci e vivibilità urbana, moderando la velocità dei veicoli, specie in aree ad elevato rischio per le utenze deboli.
Gli interventi riguardanti la viabilità intermedia e la grande viabilità – Tangenziali – dovranno tenere conto della diminuzione del traffico da est indotta dalla realizzazione della Tangenziale nord, di eventuali incrementi determinati dalla trasformazione dell'area Snia su Viale Cremona e Viale Partigiani, nonché delle opportunità di meglio valorizzare il Lungoticino, vietando il transito di mezzi pesanti lungo tutte le vie cittadine (ed in particolare il Lungoticino).
Dovrà inoltre essere obiettivo dell’Amministrazione Comunale razionalizzare i progetti esistenti di piste ciclabili, collegando i tracciati attualmente esistenti in un sistema organico che faciliti il collegamento tra centro e quartieri periferici e possibilmente connetta le aree verdi, con le aree a parco esistenti e previste.
In un contesto di politiche ambientali il Parco della Vernavola, uno dei parchi cittadini più grandi d’Europa, dovrà essere salvaguardato e le aree destinate all’utilizzo del pubblico progressivamente acquisite al patrimonio del Comune.
Una particolare attenzione porremo all’inquinamento acustico, consapevoli della necessità di tutelare al meglio la qualità della vita dei nostri cittadini.
La Pavia che vogliamo è una Pavia dell’accoglienza, della pace, antifascista. La nostra città è già una comunità articolata che potrà essere più forte e sicura se saprà affrontare le sfide del futuro affermando valori di solidarietà, dialogo tra culture e garanzia per tutti di uguali diritti e doveri.